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Il C.I.C.A.P. risponde…
Pubblicato il 10 luglio 2008 | Invia ad un amico
In seguito alla pubblicazione dell’articolo sui crop circles, Francesco Grassi, attivo collaboratore del CICAP, nonché uno dei realizzatori del falso cerchio nel grano mostrato nella puntata di Top Secret su Rete4, ha inserito su questo sito un commento di risposta con alcune precisazioni che, per trasparenza e correttezza, ho deciso di riportare di seguito.
Francesco scrive:
“Da diversi anni esiste questo speciale:
http://www.cicap.org/cropse da diversi anni esiste questo mio articolo online linkato dalla homepage dello speciale:
http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=273162
The Mowing Devil
Indagine critica sul “Diavolo Mietitore”, il caso storico più famoso di un presunto crop circle apparso nel 1678 in InghilterraSul caso di Capron sono sostanzialmente d’accordo con Capron:
- dopo una notte di tempesta, in un campo di grano…
- azione combinata di pioggia e vento che si erano riversati sulla zona la notte primaSi chiama tecnicamente “allettamento”, in inglese “lodging”.
Qui alcuni dettagli e foto della realizzazione eseguita per Top Secret:
http://francescograssi.blogspot.com/2008/06/cerchi-nel-grano-top-secret-rete-4.htmlCordiali saluti
SOLO ALCUNE DOVEROSE PRECISAZIONI:
1) Non ho mai detto che il CICAP non si è occupato del caso del Mowing Devil, ma solo che non cita mai l’articolo di John Rand Capron, un documento ben più solido e meno ‘discutibile’, a mio giudizio, del pamphlet inglese. La cosa, tra l’altro, è confermata implicitamente anche dallo stesso Francesco dal momento che né sui links da lui segnalati, né sul sito del CICAP, si fa riferimento all’articolo pubblicato da Nature.
2) L’ipotesi di allettamento, così evidente per Francesco, ma non per me che ho qualche dubbio in più, non spiega a mio giudizio la presenza di spighe non abbattute al centro del cerchio (treccia???), non spiega la presenza di forme circolari di quelle dimensioni nello stesso campo – perché non intorno?!? – e soprattutto non spiega la presenza di un “muro” sul perimetro del cerchio tratto TIPICO dei crop circles moderni, falsi e non.
3) Tra l’altro l’espressione che usa Capron nel suo articolo per descrivere lo stato di appiattimento delle spighe è “knocked about” cioè, “abbattute” .
Questo per rispondere all’analisi del CICAP che contesta la validità del Mowing Devil basandosi proprio sul’uso del vero to cut – “mietere” invece di “abbattere”).
CONCLUSIONI:
1) Con tutto il rispetto per Francesco Grassi, di cui comunque apprezzo il lavoro ricerca, devo rilevare che il CICAP continua a non informare correttamente ( o meglio non completamente ) sul fenomeno crop circles, tra l’altro omettendo la testimonianza di uno come Capron che da scienziato (è uno dei vostri, Grassi!) conosceva bene i fenomeni naturali quali l’allettamento delle spighe.
2) Il fenomeno dei crop circles non è riducibile esclusivamente ad una burla moderna. E’ un fenomeno straordinario e bisogna continuare a scavare nel passato – con metodo scientifico – per trovare delle testimonianze che ci aiutino a comprenderne meglio la natura, anche con l’aiuto, perché no, di persone come Capron che prima di noi si sono poste di fronte al problema e hanno cercato di risolverlo, seppur con mezzi più limitati.
3) Ci sono poi anche altri documenti riguardo ai quali vorrei tanto conoscere l’opinione del CICAP.
Uno di questi è la Natural History of Staffordshire (1686) del biologo inglese Robert Plot.
In essa si parla principalmente di fenomeni naturali quali i fairy circles – o cerchi fatati – ( che noi sappiamo oggi, come allora, essere opera di funghi che crescono in forma circolare o semicircolare).
Tuttavia in un passo dell’opera si fa riferimento ad uno strano cerchio fatato comparso nei campi dello University College che, al contrario dei normali fairy circles, presentava l’insolita forma di un quadrato inscritto in un cerchio più grande….
….ANCORA ALLETTAMENTO?!?!?

Di seguito riporto un estratto dal testo originale in cui Robert Plot azzarda l’ipostesi di un fulmine che avrebbe imposto ora l’una ora l’altra forma…
“must needs be the effects of Lightning, exploded from the Clouds” … in this case, the clouds “breaking first in a quadrangular, and after in a wider circular forme.”
–A Natural History of Staffordshire(1686)
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15 luglio 2008 - 22:14 |
Esiste anche una testimonianza di un crop in un manoscritto di Qumran, risalente al II sec. a.C. E’ stata sudiata da alcuni ufologi.
Ciao!
22 luglio 2008 - 14:56 |
Salve,
con ritardo cerco di rispondere
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1) Non ho mai detto che il CICAP non si è occupato del caso del Mowing Devil, ma solo che non cita mai l’articolo di John Rand Capron, un documento ben più solido e meno ‘discutibile’, a mio giudizio, del pamphlet inglese. La cosa, tra l’altro, è confermata implicitamente anche dallo stesso Francesco dal momento che né sui links da lui segnalati, né sul sito del CICAP, si fa riferimento all’articolo pubblicato da Nature.
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Ci sara’ sempre qualcosa che risultera’ non citata (da parte mia) fra tutte le cose che sono state scritte sui crop circles, o lo saranno.
Ci sono aspetti che (a mio parere) meritano di essere piu’ approfonditi e altri che invece hanno meno rilevanza, non vedo il problema.
Qui si vorrebbe far passare in qualche modo il caso Capron come la prova assoluta e scomoda di un crop circle pre-Doug&Dave che verrebbe nascosta di proposito (da me?) per chissa’ quale malvagio motivo.
Molto piu’ semplicemente la ritengo una curiosita’ da conoscere, certo, ma un caso di allettamento particolare, non certo un crop circle pre-Doug&Dave.
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2) L’ipotesi di allettamento, così evidente per Francesco, ma non per me che ho qualche dubbio in più, non spiega a mio giudizio la presenza di spighe non abbattute al centro del cerchio (treccia???), non spiega la presenza di forme circolari di quelle dimensioni nello stesso campo – perché non intorno?!? – e soprattutto non spiega la presenza di un “muro” sul perimetro del cerchio tratto TIPICO dei crop circles moderni, falsi e non.
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posso darti del tu? Mi risulta piu’ facile rispondere…
In questi anni ho speso anche molto tempo a studiare gli allettamenti, e ne ho visti di tutti i “colori”.
Le osservazioni che fai non hanno sostanza perche’ gli allettamenti naturali si presentano anche in forme circolari e le zone centrali possono risultare non appiattite, non e’ facilissimo ma io nei miei anni di osservazione le ho viste.
Perche’ non intorno? Basta osservare gli allettamenti, si presentano in un campo e magari in quello immediatamente vicino no.
Ci sono mille ragioni e mille variabili in ballo per cui gli allettamenti si verificano.
Non capisco il discorso del “muro”… se un’area coltivata e’ appiattita dalle intemperie, ovviamente cio’ vuol dire che abbiamo una zona appiattita all’interno di una zona NON appiattita, in sostanza il “muro” deve esserci. Sono le piante che delimitano la zona appiattita.
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3) Tra l’altro l’espressione che usa Capron nel suo articolo per descrivere lo stato di appiattimento delle spighe è “knocked about” cioè, “abbattute” .
Questo per rispondere all’analisi del CICAP che contesta la validità del Mowing Devil basandosi proprio sul’uso del vero to cut – “mietere” invece di “abbattere”).
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Non capisco la precisazione, l’allettamento e’ proprio un *abbattimento* della vegetazione.
In tutti gli allettamenti le spighe sono *abbattute*.
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CONCLUSIONI:
1) Con tutto il rispetto per Francesco Grassi, di cui comunque apprezzo il lavoro ricerca, devo rilevare che il CICAP continua a non informare correttamente ( o meglio non completamente ) sul fenomeno crop circles, tra l’altro omettendo la testimonianza di uno come Capron che da scienziato (è uno dei vostri, Grassi!) conosceva bene i fenomeni naturali quali l’allettamento delle spighe.
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Capron ha voluto notificare una curiosita’, e tu stesso riporti le sue parole:
- The storms about this part of Surrey have been lately local and violent, and the effects produced in some instances curious.
Capron sa bene la causa di quelle (curiose) formazioni, cioe’:
- effetti, conseguenze prodotte dalle tempeste locali e violente
L’hai anche scritto dopo in italiano:
“Capron prosegue poi l’articolo informando l’editore della rivista che ha allegato un disegno con uno schema del più grande dei cerchi rinvenuti nel campo (purtroppo non pubblicato su Nature) e azzarda come ipotesi sulle cause di questo strano fenomeno, l’azione combinata di pioggia e vento che si erano riversati sulla zona la notte prima.”
Piu’ che “azzardare”, Capron ne e’ proprio convinto, non c’e’ esitazione nelle parole di Capron.
Quindi se, come dici tu, Capron “conosceva bene i fenomeni naturali quali l’allettamento delle spighe”, a maggior ragione non c’e’ proprio da discutere, Capron ci dice che quello e’ un allettamento naturale.
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2) Il fenomeno dei crop circles non è riducibile esclusivamente ad una burla moderna. E’ un fenomeno straordinario e bisogna continuare a scavare nel passato – con metodo scientifico – per trovare delle testimonianze che ci aiutino a comprenderne meglio la natura, anche con l’aiuto, perché no, di persone come Capron che prima di noi si sono poste di fronte al problema e hanno cercato di risolverlo, seppur con mezzi più limitati.
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Capron ha scritto che quello *era* un allettamento e poi nessuno dice che e’ una burla moderna.
E’ innegabile che le forme dei crop circles siano diventate piu’ complesse a partire dai primi anni ’80. Tutti i tentativi di trovare crop circles pre-Doug&Dave hanno portato ad aneddoti e testimonianze di forme piu’ o meno circolari, e in alcun modo non paragonabili a cio’ che vediamo oggi.
Se la causa fosse stata la stessa, e’ poco plausibile il fatto che l’ “energia” si sia limitata per secoli a creare semplici cerchi per poi cominciare a sbizzarrirsi dal 1980 in avanti.
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3) Ci sono poi anche altri documenti riguardo ai quali vorrei tanto conoscere l’opinione del CICAP.
Uno di questi è la Natural History of Staffordshire (1686) del biologo inglese Robert Plot.
In essa si parla principalmente di fenomeni naturali quali i fairy circles – o cerchi fatati – ( che noi sappiamo oggi, come allora, essere opera di funghi che crescono in forma circolare o semicircolare).
Tuttavia in un passo dell’opera si fa riferimento ad uno strano cerchio fatato comparso nei campi dello University College che, al contrario dei normali fairy circles, presentava l’insolita forma di un quadrato inscritto in un cerchio più grande…
…ANCORA ALLETTAMENTO?!?!?
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No, c’e’ un’altra spiegazione, e’ evidente che non segui la nostra attivita’ di ricerca sull’argomento.
Ho tenuto una relazione l’8 Ottobre 2006 al X convegno del CICAP “Paranormale, Watson? Indagini scientifiche su misteri, crimini, magie ed enigmi”, dal titolo:
- Cerchi nel grano nel 1686? Un’indagine storico-scientifica sugli scritti di Robert Plot
E poi il 19 Maggio 2007 al Museo Civico di Storia Naturale di Milano.
Visto che ci sono arrivato io alla soluzione, non te la dico, cosi’ puoi divertirti e cimentarti anche tu.
La soluzione c’e’ ed e’ anche alla tua portata, cosi’ come di tutti quanti.
E’ anche facile trovare su web dei riferimenti alla mia indagine, pero’ se vuoi cimentarti con la sfida non dovresti leggere quelle fonti.
Quindi, fatto fuori il Mowing Devil, Capron e Plot, adesso il copione prevede che tu mi accuserai di occultare Agobard…
Buona ricerca e approfondimento anche su quell’argomento.
Non troverai nulla su web al momento scritto da me su Agobard.
FG
http://francescograssi.blogspot.com/search/label/circles
http://www.cicap.org/crops
http://francescograssi.blogspot.com/2008/06/cerchi-nel-grano-top-secret-rete-4.html
http://www.francescograssi.com
22 luglio 2008 - 17:09 |
Caro Francesco,
forse ti deluderò ma non intendo citare in questa sede il caso del vescovo Agobardo di Lione.
I “copioni” ,poi, preferisco lasciarli ad altri e ad altre occasioni.
Mi interessa invece tornare a ragionare su Capron e sulle conclusioni a cui lui giunge alla fine del suo articolo.
Rileggiamole insieme:
Tu sostieni che Capron non avesse dubbi su quale fosse la causa di quelle formazioni.
Eppure lui qualche perplessità la esprime, ECCOME!
Innanzitutto dice che il grano è forte e robusto:
“…the crop is vigorous, with strong stems…”
e già questo sembra incuriosirlo dal momento che le spighe risultano appiattite molto uniformemente in senso circolare:
“knocked about [...] with their heads arranged pretty evenly in a direction forming a circle round the centre”
Poi continua la sua descrizione ribadendo la particolarità delle formazioni….
“and I could not trace locally any circumstances accounting for the PECULIAR FORMS of the patches in the field”
affermando di non essere riuscito a staibilire con certezza la causa del fenomeno:
“…nor indicating whether it was wind or rain, or both combined, which had caused them, beyond the general evidence everywhere of heavy rainfall…”
Come si legge, tutto quello che lui sa è che quella notte ha piovuto.
E solo a questo punto formula un’ipotesi sulle cause:
“They were to me suggestive of some cyclonic wind action…”
Insomma, mi sembra chiaro che Capron non avesse le idee molto chiare su quello che aveva visto.
Aveva anche lui qualche legittimo dubbio e se ha scritto quell’articolo a Nature non era certo per segnalare l’ennesimo caso di allettamento naturale, ma al contrario per segnalare qualcosa di eccezionale, o almeno di molto insolito anche per lui.
Tanto che alla fine dell’articolo, sperando nella testimonianza di qualche lettore della rivista, aggiunge, :
“…and may perhaps have been noticed elsewhere by some of your readers.”
12 agosto 2008 - 22:02 |
Caro Ivan, non perdere proprio tempo a discuterci con sta gente. Questi pseudo-ricercatori non tentano nemmeno di investigare “l’anomalia”, ma semplicemente si limitano a correre sul posto ad indagare al solo scopo di smontarla. Devi sapere che vengono reclutati non tanto per le loro capacità investigative, o le loro conoscenze del metodo empirico, ma per la loro semplice “manipolabilità”. Non è una questione di cattiveria o di malvagità di fondo, ma è piuttosto un cruccio biologico, una sorta di deficenza neurale necessaria alla comprensione dei fenomeni anomali. E’ genetico il problema, poiché sbilancia queste persone all’utilizzo forzato del lobo sinistro, aberrando tutto quello che non possono analizzare con il lobo creativo.
E’ mia totale intenzione radunare un gruppo di ESPERTI INDIPENDENTI SERI nella realizzazione di un comitato di controllo che non solo indaghi i ciarlatani, ma che indaghi le stesse affermazioni del Cicap! Un comitato che INDAGHI SERIAMENTE e non che seppellisca come fanno loro da quando sono nati, azzannando alla gola chiunque, SENZA NEMMENO VERIFICARE IL MATERIALE SCIENTIFICO ESISTENTE. Ma ovviamente i loro padroni, il Vaticano, li mettono a 90° e spingono… e spingono…