UFO a Roswell: parla la vedova del Generale Harry N. Cordes | Ivan Ceci
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By N2H

UFO a Roswell: parla la vedova del Generale Harry N. Cordes

Nuove rivelazioni di una donna, vedova del Generale Harry N. Cordes, rese al ricercatore Anthony Bragalia avvalorano la storia dello schianto UFO di Roswell.

Pubblicato il 27 gennaio 2010 | Invia ad un amico

Una recente ed interessante testimonianza della vedova di un anziano Generale dell’US Air Force rivela che l’incidente di Roswell avvenuto nel 1947 fu davvero un evento extraterrestre. La sua confessione afferma che la vera natura del relitto è stata tenuta nascosta per decenni, anche al personale del Governo di alto livello.

Suo marito, il Generale Harry Nations Cordes, che all’epoca aveva accesso alla documentazione classificata top secret, fu in una posizione unica per essere al corrente di tale faccenda. Forse nessun altro uomo nella storia militare può vantare di essere stato di stanza presso il Roswell Army Air Field nel luglio del 1947, in seguito presso la Wright Patterson Air Force Base, di aver lavorato presso l’Area 51, essere stato impiegato alla CIA, di aver avuto il compito di Vice Capo di Stato Maggiore presso la sede centrale di Intelligence per lo Strategic Air Command (SAC) e più tardi di aver ricoperto molte funzioni di Intelligence per il Pentagono.

La carriera di Cordes è ineccepibile e conferma che l’oggetto che precipitò dal cielo nel deserto del New Mexico sei decenni fa non proveniva dalla Terra.

Harry Cordes si laureò presso La Emory University ad Atlanta in Georgia e ricevette un MBA (Master in Business Administration) dalla George Washington University di Washington D.C.
Poco dopo lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale, HArry si arruolò nell’esercito dell’Air Force, laureandosi primo della classe alla scuola di volo come pilota. La carriera di Cordes durò quattro decadi e fu protagonista di molti eventi storici. Volò a bordo di 25 tipi differenti di aerei. Effettuò voli di combattimento e voli di ricognizione in missioni in Europa, nel Pacifico ed in Vietnam. Gary Powers che riuscì a guadagnarsi l’attenzione a livello mondiale durante la “Guerra Fredda” fu sotto il comando di Cordes.

Cordes fu pilota dell’U-2 (Ndr: Il Lockheed U-2 è un aereo statunitense da ricognizione ad alta quota) e fu il primo uno a volare in una tuta spaziale. Cordes vide di persona le azioni presso la cosiddetta “Baia dei Porci”, la crisi Missilista Cubana ed il test della Bomba Atomica nell’Atollo di Bikibi.Partecipò attivamente al più alto livello per le decisioni sulle questioni più riservate della nazione, tra le quali “Star Wars” – l’iniziativa della Difesa Strategica nello spazio.

Il periodo a Roswell

Cordes, nel 1947 si trovava di stanza a Roswell (RAAF) come Operatore Radar. E fu lì che incontrò Rogene, la sua futura moglie. Il padre di Rogene aveva un ranch di bovini e pecore vicino a dove avvenne l’incidente a Roswell. E proprio con Rogene Cordes che l’autore di questo articolo (Anthony Bragalia) ha avuto un ampio dialogo nell’arco di diversi mesi. Fu la stessa Rogene Cordes – vedova del Generale – che si sentì in dovere durante la vecchiaia, di raccontare tutto quello che lei e suo marito venirono a conoscenza sullo schianto di Roswell con tutte le implicazioni storiche.


Ritaglio di giornale del 1947

Sia Rogene che Henry erano ben consapevoli dello schianto di un “disco volante” avvento nello nell’estate del 1947. Come residenti di Roswell, all’epoca, lessero i giornali e conobbero personalmente molti dei protagonisti coinvolti. Ma fu solo nel 1980 quando la storia di Roswell fu tornata alla ribalta dell’opinione pubblica, che cominciarono a discutere dell’evento e sulla verità di cosa si schiantò lì. Rogene ricorda che il marito sapeva molto circa l’incidente. Anche lei era interessata a sapere cosa realmente fosse accaduto.

Rogene mi disse che usò ogni strumento a sua disposizione per farlo parlare. Ciò incluse anche quello che lei definisce “Beaty” e “Pillow Talk” (Ndr: in italiano di può tradurre “chiacchere sotto le lenzuola) per convincerlo a rivelare di più su quello che sapeva dello schianto. Harry disse che fisicamente non si trovava alla base la settimana del “Crash” e che si trovava in viaggio in quel periodo. Lei non si convinse sul fatto che il marito le rivelò tutto quello che sapeva. Era una questione di dovere verso il Paese. Infine dopo ripetuti tentativi, Harry disse: “Ero un operatore radar presso la RAAF come sai. L’oggetto volante non era identificato. La macchina volante fu rintracciata dai radar di White Sands e quelle persone non sapevano cosa diavolo stesse accadendo”. Lei insistette ulteriormente e gli chiese: “Ascoltami, era un pallone? Harry rispose che non si trattò di un pallone (atmosferico). Jesse Marcel disse la verità. Ma se rivelo i dettagli non ci vedremo più in vita.” Poi bisbigliò a lei di non chiedere oltre. Ma lei lo fece lo stesso. Harry sbottò ” Rogene, se ti dico di più… dovrò ucciderti. La donna pensò che lui stesse scherzando. Ma Harry non stava ridendo.

Tempo dopo, Rogene decise di andare a fondo della cosa. Ella le chiese direttamente. “Dove lo tenete il velivolo nell’Area 51?” Lei sapeva che il marito aveva lavorato nel Nevada presso il Site Test per certo un periodo. Lui rispose che non se lo ricordava. “Forse lavorò anche presso la Base Wright Patt, in un area riservata”.

Rogene nel tempo proseguì con le domande sapendo che il marito aveva fatto parte anche della CIA. Gli chiese “Che cosa siete venuti a conoscenza circa lo schianto quando si trovavi alla CIA? Lui fece una inaspettata affermazione. “Quando andai a lavorare per la CIA una delle prime cose che feci fu quella di cercare il file relativo a Roswell. So che esiste, ma non c’era. Anche se me lo nascondevano.”

Rogene si chiese per tutta la vita il motivo dell’insabbiamento, e il perché non lo dissero alla gente.

Anche se Harry Cordes diede pochi dettagli su Roswell, durante la usa carriera le raccontò in maniera approssimativa la storia di un suo incontro UFO. Raccontò alla famiglia (tra cui le due sue figlie) che una volta mentre si trovava in volo a 70.000 piedi (la quota limite mai superata fino a quel momento), personalmente aveva assistito a quello che lui definì “astronave aliena”.

I Segreti di Rogene su Roswell

Rogene, nacque e crebbe fuori Roswell, in un ranch. Era impiegata presso una banca di Roswell nell’estate del 1947. Rogene conosceva molte persone nella comunità, nomi i quali sono ben noti in relazione allo schianto di Roswell.


Col. William “Butch” Blanchard

Parlò in maniera criptica di Butch Blanchard, che era al comando della RAAF al tempo dell’incidente. “Butch era un credente” Lei sapeva che lui ordinò a tutto il personale della base (molti dei quali si trattennero con lei e suo marito a casa loro , con cene, giochi di carte e barbecue) di non rivelare l’accaduto. Ogni qualvolta lei provò di trattare dell’argomento ricevette dei gran silenzi da parte loro. Rogene affermò che “Chi voleva rimanere in campo militare doveva semplicemente non parlare! Era il loro dovere patriottico nel dire poco e di non fare troppe domande.” Rogene conosceva la moglie di Blanchard all’epoca, Ethel. Lei crede che Ethel fu stressata emozionalmente per via del coinvolgimento del marito nel recupero del velivolo, e questa situazione avrebbe contribuito al loro divorzio.


Sceriffo George Wilcox

Rogene viveva vicino allo sceriffo di Roswel il signor George Wilcox e sua moglie Ines. Ancora oggi Rogene non gli piace parlare del coinvolgimento di Wilcox. “George Wilcox e Ines furono minacciati ed ebbero paura. Egli non volle mai parlare, nemmeno con gli amici. “George cambiò, dopo tutta questa storia”.


Impresardio di pompe funebri Glenn Dennis

Rogene si dice sicura anche circa la storia vissuta dall’imbalsamatore ed impresario di pompe funebri Glenn Dennis. Andava a scuola con Glenn. Lei lo conosceva come un tipo a posto. E secondo lei quello che che raccontò, realmente accadde.. Il giorno dopo l’incidente di Roswell, Rogene stava cercando di prendere del ghiaccio per la soda e la birra per le vacanze del fine settimana. Dovette fare un giro strano per trovare il ghiaccio, incluso il super mercato Clardy sito in città. Gli fu riferito che l personale della base aveva prelevato tutto il ghiaccio, lo comprarono tutto. In seguito si recò presso la stazione ferroviaria, posto nel quale il ghiaccio secco poteva essere acquistato. Con sua grande sorpresa, gli fu di nuovo riferito che il personale della base si era recato lì e lo aveva preso tutto. Le intere scorte di ghiaccio della città erano finite. Questo non era mai accaduto e non accadde più durante il week-end. In seguito Glenn disse che il ghiaccio fu necessario per aiutare a preservare i corpi alieni dopo l’impatto. Lei collegò i fatti.


L’ufficiale Walter Haut

Molto interessate inoltre, è la conferma che ci furono dei cordoni militari attorno alla zona dei ranch presso il sito dell’incidente. Con i propri occhi lei vide militari armati, che non facevano passare la gente. Le strade erano state interdette nella zona. In seguito sentii in banca alcuni allevatori affermare di aver visto un lungo camion coperto di tela dirigersi verso la base.

Infine, lei rivelò di conoscere molto anche bene l’Ufficiale Walter Haut. Haut era Ufficiale presso il Roswell Army Air Field e fu colui che informò il pubblico circa lo schianto del “disco volante” in un primo momento. Rogene sostiene che la storia originale fu quella raccontata all’inizio e non quella ritrattata il giorno successivo. “So che Walter alla fine della sua vita confermò che il velivolo non proveniva dalla Terra. Walter finalmente disse la verità.”

La vedova del Generale ha finalmente messo a posto la coscienza. Harry morì nel 2004. Egli non mi raccontò tutto quello che sapeva, ha affermato la donna. “Ma mi sono sentita di raccontare tutto quello che so. La gente dovrebbe sapere ciò che accadde realmente a Roswell.”

Fonte: TERNI IN RETE

Articolo originale: PARANORMAL NEWS

Traduzione dall’inglese e recupero informazioni a cura di http://ufoplanet.ufoforum.it


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Commenti

  1. silvano m.
    27 gennaio 2010 - 11:18 |

    bella testimonianza!
    Ma rimango sempre in attesa di una bella e stravolgente rivelazione. In questa vita.

  2. gino b.
    27 gennaio 2010 - 13:12 |

    L’umanita’ forse non era ancora pronta
    per sconvolgenti rivelazioni come questa
    che dovranno essere sempre piu’ di
    dominio pubblico. Sia la Nasa che il
    Vaticano ammetteranno pubblicamente che
    la vita extraterrestre esiste..eccome !!

  3. Andrea
    27 gennaio 2010 - 18:41 |

    Bel documento davvero che già conoscevo grazie a qualke trasmissione intelligente,ke devo dire c’è ne sono davvero poche in tv, come Voyager o Mistero. Ben presto l’umanità sarà al corrente della presenza extraterrestre, i contatti da ora fino al 2012 saranno sempre più frequenti e serviranno a posta per iniziare a preparare l’uomo al grande contatto di cui non sto qui a parlare penso sappiate a cosa mi stia riferendo…
    Saluti!

  4. silvano m.
    27 gennaio 2010 - 19:15 |

    @gino,
    chiamiamoli con il proprio nome “I POTERI FORTI” non lo ammetteranno mai, negheranno l’evidenza sempre, loro hanno paura che le masse rivolgo il pensiero a qualcosa che non possono controllare. Quindi da un lato danno il dolce dicendo che non siamo soli e che Dio ama tutti, dall’altro invece si sminuisce o si nasconde(anche non parlandone ettraverso i media)quei fatti che invece potrebbero aiutare ha cambiare l’uomo.
    Pensate come cambierebbe la vita ad ognuno di noi se un telegiornale come tg1 un bel giorno direbbe “avvistato un ufo a forma di piramide sul cremlino”.
    la vita cambierebbe ma in modo positivo. Ma loro vogliono?

  5. Marco
    27 gennaio 2010 - 22:21 |

    Siamo arrivati dallo spazio, e allo spazio torneremo!!
    Da quando sono bambino mi interesso di questo argomento, e non ho mai smesso di credere dell’esistenza di altri pianeti abitati nell’universo e nelle altre dimensioni,i contatti con abitanti di altri mondi sono stati sempre nascosti perchè loro stessi volevano che non fossero divulgati ed oltretutto per rispettare una famosa legge intergalattica che vietava l’intervento di civiltà molto evolute nei confronti di civiltà poco evolute come la nostra, le loro tecnologie in tutti i campi sono avanti di milioni di anni!! di miliardi di anni, una cosa che ho imparato da loro io spettatore muto in quasi 50 anni è che ogni cosa che la mente Umana arrivi a pensare anche la più fantasmagorica o fantascientifica è realizzabile!! e soltanto una questione di tempo!





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